Le Monde e il reportage (impietoso) sulla città: Roma è diventata Disneyland

L’inserto settimanale del prestigioso quotidiano francese pubblica un lungo reportage sui problemi della città a partire dal turismo di massa

Bivacchi di turisti al Pantheon

Il titolo è chiarissimo: «Roma, l’impero del turismo-la “disneylandizzazione” della capitale italiana preoccupa i suoi abitanti ». L’ultimo numero di «M-Le magazine du Monde», l’inserto settimanale del prestigioso quotidiano francese, pubblica un lungo reportage del corrispondente Allan Kaval (firma autorevole, molti anni sui fronti di guerra) dedicato all’impatto del turismo di massa su Roma. Analisi problematica, non ideologica né scandalistica, densa di cifre e voci.

L’inchiesta pone all’attenzione dei lettori francesi ed europei un tema di cui la cronaca romana del Corriere della Sera si occupa con assiduità e che emerge continuamente dalle lettere nella rubrica «Una città, mille domande»: la trasformazione del Centro in un parco tematico svuotato da chi la vive.

Kaval descrive la ressa intorno alla Fontana di Trevi e la prospettiva del pagamento di un pedaggio. I romani, dice, la vedono «come il presagio della definitiva trasformazione del centro della città in un parco di divertimenti, in un luogo in cui gli abitanti non avranno più posto. Sembra che la città si sia ritirata per lasciare posto al suo fantasma». Sono le devastazioni dell’overturismo. Alla radice di ciò che avviene a Roma, si legge nell’articolo, c’è l’economia nazionale: «Nel 2024 il turismo è stato alla base della debole crescita italiana con il 10,8% del Pil. Il settore è la principale attività economica della provincia di Roma, con 25 miliardi di euro nel 2023».

Kaval descrive i grandi cambiamenti di Roma, elogia i lavori effettuati dal Campidoglio. Parla degli effetti del Giubileo e di un turismo «in bermuda che vede le bellezze solo attraverso lo schermo del telefono». E scrive: «Mai la massa dei visitatori ha pesato così tanto sul suo centro storico, un gioiello di stradine acciottolate, centinaia di chiese con i loro splendidi tesori e antiche vestigia incastonate nel tessuto urbano». Le cifre arrivano da Filippo Celata, docente di Geografia economica alla Sapienza (intervistato nell’autunno scorso anche dalla nostra Maria Egizia Fiaschetti): «Gli affitti turistici sottraggono immobili al mercato, aumentano i prezzi e trasformano il tessuto urbano svuotando interi quartieri dei loro residenti, dal 2013 al 2023 i vecchi abitanti del Centro sono calati del 38,5% e del 45% a Trastevere».

«Le Monde» incontra l’assessore al Turismo, Alessandro Onorato, al quale riconosce il merito della lotta anti-keybox, e che nega la disneylandizzazione: «Abbiamo ancora ampi margini di crescita, non vogliamo dissuadere i visitatori dal venire ma vogliamo attrarre, non siamo Venezia, c’è molto spazio e monumenti in periferia praticamente sconosciuti che devono essere valorizzati come il Parco degli Acquedotti. L’idea è distribuire la massa di turisti nel tempo e nello spazio». Appare il residente Fabrizio Lanza Tomasi di Lampedusa, nipote adottivo dell’autore de Il Gattopardo, che indica la scomparsa dei posti auto dei residenti come la evidente prova di una chiara volontà politica di espulsione degli abitanti dal centro.

Fin qui l’inchiesta. Il punto ora è capire se e come l’ ulteriore espansione del turismo annunciata dall’assessore Onorato non contraddirà le tante dichiarazioni del Campidoglio di voler fermare l’emorragia di abitanti dal Centro. Roma sarà o no definitivamente «disneylandizzata»?

Fonte: https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/25_marzo_31/le-monde-e-il-reportage-impietoso-sulla-citta-roma-e-diventata-disneyland-7b899c9a-87d6-46cb-8bec-e9f264613xlk.shtml